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giovedì 29 agosto 2019

La radio

Forse non è esagerato dire che la radio è stata l’invenzione più caratterizzante del Novecento: prima della radio, gli unici strumenti in grado di grandi distanze erano il telegrafo che, per i suoi limiti tecnici, non poteva operare esattamente in tempo reale, o il telefono, vincolato alla capillarità delle sue infrastrutture. Con la radiofonia, invece, si rendeva possibile trasmettere la parola praticamente dovunque ed istantaneamente.
La radio nacque alla fine dell’Ottocento, con le teorie di Maxwell ed i primi esperimenti di Hertz, ed acquisì il nome che porta oggi nel 1906.
Le prime prove di trasmissione e ricezione furono compiute dal russo Popov e dall’italiano Marconi nel 1896 e da quel momento fu un crescendo di risultati.

mercoledì 29 maggio 2019

Il francobollo

Tra le tante e tante invenzioni, del tutto innovative che si ebbero nell’800, ve ne fu una che nacque, e come tale rimane ancora nei nostri giorni seppur con qualche parziale necessaria modifica, e che sarà ancora presente nel mondo almeno per i prossimi decenni: il francobollo.
E’ un’invenzione conseguente alla rivoluzione industriale che iniziò a svilupparsi nella prima metà del XIX secolo con l’espandersi dei commerci: occorreva assicurare la trasmissione delle notizie in maniera regolare, riformare in definitiva un servizio che, pur esistendo da sempre, era affidato a portalettere, corrieri, postiglioni, che venivano pagati quasi esclusivamente alla consegna delle missive.
Ed è qui che si inserisce la solita favola metropolitana. L’inglese sir Rowland Hill vede una ragazza di campagna che restituiva una lettera, a lei indirizzata dal suo fidanzato, al postiglione senza aprirla e senza pagarne il porto, in quanto le era stata sufficiente un0occhiata ad alcuni segni convenzionali riportati sulla busta per capirne il messaggio. Bastò questo perche Hill giungesse al concepimento della principale regola della riforma postale: far pagare il servizio anticipatamente. In effetti, Rowland Hill era un educatore ed amministratore di vasti interessi che andavano dalla matematica all’astronomia, dalla stampa, ai trasporti e che fin dal 1836 aveva iniziato a pubblicare opuscoli e schemi per la riforma del servizio postale i cui costi non dovevano più essere basati sulle distanze e sui numeri di fogli delle missive ma semplicemente sul peso ed il cui onere molto contenuto e prepagato avrebbe enormemente sviluppato il settore delle comunicazioni, come ricevuta dell’avvenuto pagamento, Hill inventò il francobollo.