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mercoledì 2 ottobre 2019

Donne di Andrea Camilleri

Il nome e la storia di Bianca Lancia non possono non comparire in questo repertorio per una sua brevissima, struggente biografia che credo di aver letta troppi anni fa. Dico credo perché quella biografia, per quanto l'abbia in seguito cercata, non l'ho mai più ritrovata e mi sono anche dimenticato chi ne era l'autore. Non solo ma la storia di Bianca, così come viene raccontata persino in Wikipedia, non corrisponde per niente al mio ricordo. Sicché sono arrivato alla conclusione che quella paginetta biografica sia stata una mia fantasia o addirittura un sogno. La memoria fa di questi scherzi. Comincio dalla vulgata ufficiale. Bianca è figlia di Bonifacio I, conte di Agliano e marchese di Buscavisse. Il fratello di Bonifacio, Manfredi II, è un fedelissimo dell'imperatore Federico II di Svezia e anche suo amico, tanto che l'imperatore lo nominerà nel 1240 Vicario generale dell' impero in Italia e più tardi capitano imperiale di Asti e di Pavia. Quando nel 1225 Federico si sposa per la seconda volta con Jolanda di Brienne (la prima moglie era stata Costanza di Aragona), i Lancia sono invitati ai festeggiamenti. Ed è in questa occasione che Bianca non solo vede per la prima volta Federico, ma se ne innamora perdutamente e ne diviene, ipso facto o quasi, l'amante. La loro relazione durerà a lungo. Bianca gli darà tre figli: Costanza (1230), Manfredi (1232) e Violante (1233). Di amanti, con relativa prole, Federico ne ebbe tante, ma è fuori di dubbio che Bianca fu la prediletta, anche perché madre dell'amatissimo Manfredi. Alla morte nel 1241della terza moglie di Federico, Isabella d'Inghilterra, sposata nel 1235, Bianca ricevette il feudo annesso al fortilizio di Monte Sant'Angelo. Qui, dicono le storie, visse a lungo reclusa a causa della morbosa gelosia di Federico. Il quale, quando cadeva in preda di questi furori possessivi, ricorreva alla segregazione totale dell'amante. Sembra, secondo lo storico Pantaleo e padre Bonaventura da Lama, che avesse fatto così anche quando Bianca era incinta di Manfredi, rinchiudendola nel castello di Gioia del Colle. Dopo il parto Bianca si sarebbe uccisa tagliandosi i seni e inviandoli, assieme al neonato, all'imperatore. Ma allora come avrebbe fatto a concepire Violante da morta? Altri cronisti raccontano che Federico la sposò in segreto verso il 1246 in articolo mortis, essendo Bianca gravemente ammalata. E infatti scrivono che morì pochi giorni dopo il matrimonio. Ma Salimbene de Adam, nella sua cronaca, dà una versione dei fatti molto diversa. Narra che Bianca fosse in ottima salute, che si finse gravemente ammalata al solo scopo di farsi sposare e che addirittura sopravvisse a Federico morto nel 1250. Insomma avrebbe ordito lo stesso inganno di Filumena Marturano nella splendida commedia di eduardo. Però il fatto che Sagnimbene affermi che Bianca sia sopravvissuta a Federico ci porta dritto dritto alla mia storia sognata o letta. Che è questa. Nel 1212 il diciottenne Federico, re di Sicilia ma non ancora imperatore, si reca a Genova per avere l'appoggio marinaro di quella città. Vi resta due mesi e mezzo e ogni tanto va a trovare Manfredi Lancia in un suo castello del Piemonte. È qui che Bianca, poco più che una bambina, lo conosce e se ne innamora. Quando Federico riparte, la bambina giura a se stessa che quello sarà l'uomo della sua vita. Giovinetta ambita come sposa, rifiuta tutte le proposte di matrimonio. Realizzerà il suo sogno 13 anni dopo. Federico ricambiera' in pieno il suo amore, le poesie che scrive e legge agli altri poeti della Magna Curia, da Giacomo da Lentini a Pier delle Vibne, sono dedicate a Bianca. Che gli resterà sempre a fianco, anche se patira' a lungo la solitudine nei freddi castelli di Monte Sant'Angelo o di Gioia del Colle. Alla morte dell'imperatore Bianca va a segregarsi in un convento, dove muore anni dopo, portando con sé solo uno scrognetto dentro il quale aveva messo sette cose, ma non gioielli, che le avrebbero per sempre ricordato l'amore di Federico. In quella paginetta che credo di aver letto, le sette cose non erano specificate. Ed è proprio questo che m'ha intrigato. Cosa mise dentro lo scrignetto? Di certo qualcuna delle poesie che Federico compose per lei. E poi? Forse da uomo, non sarò mai in grado di indovinare. Bisognerebbe esser donna e avere vissuto per anni, amandolo ed essendone ramata, accanto a un uomo che alcuni storici definirono 'lo stupore del mondo' per poter avere, forse, una qualche risposta.

martedì 13 agosto 2019

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa.


La balena parla dell'assedio dei balenieri.
[...] Provai un dolore terribile. L'arpione mi si era conficcato nel dorso e l'unica cosa che potevo fare era tornare ad immergermi. Discesi nell'acqua profonda scuotendomi per liberarmi da quel palo che mi lacera a la carne, ma erano sforzi vani e per giunta i balenieri tiravano la corda legata all'anello dell'arpione per farmi più male e per stancarmi. 
[...] Mi immersi vicinissimo alla scialuppa e scesi in verticale fino a raggiungere velocemente una profondità pari a una ventina di volte la mia lunghezza, poi i girai e risalendo cercai la chiglia dell'imbarcazione.

martedì 23 luglio 2019

La sovrana lettrice di Alan Bennett


Sulla quarta di copertina leggo: "per un puro accidente, la regina d'Inghilterra ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali ripercussioni sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di sicurezza e soprattutto sui lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga. Perché oltre alle irrefrenabili risate, questa storia ci regala un sopraffino colpo di scena - uno di quei lampi di genio che ci fanno capire come mai Alan Bennett sia considerato un grande maestro del comico e del teatro contemporaneo."

Dopo questa descrizione del libro così invogliante, potevo non leggerlo? Sinceramente mi ha un po' stupita apprendere che la regina abbia iniziato a leggere in tarda età e spero vivamente che sia solo una trovata umoristica dell'autore. Come trovo il finale a dir poco fantasioso.  
Quello che mi ha colpito di più sono le riflessioni che l'autore del libro mette praticamente "in bocca" alla protagonista.

sabato 8 giugno 2019

Carrie si sposa

Carrie si sposa di Olivia Hessen
Un'altra mia recensione, l'ultima di questa serie giovani scrittrici. Dopo l'esperienza negativa avuta con una blogger saputella (eufemismo) da 4 soldi, preferisco tornare ai miei classici.
Dunque, tornando all'argomento principale del post, il libro in questione è di Olivia Hessen dal titolo Carrie si sposa.
Un racconto scritto molto bene, in modo delicato come richiede una storia d'amore tra due donne che si ritrovano dopo tre anni. L'amore di un tempo non si è mai affievolito anzi riesplode in tutta la sua forza.
La conclusione è ovvia. L'amore trionfa sempre, ma deve superare ostacoli rappresentati da maschietti violenti (non mancano mai), da scelte femminili sbagliate in cui la paura la fa da padrona. Un po' quel che succede nella vita reale. L'unica differenza è che, in questo racconto, le donne escono vincenti. Nella realtà molto meno. Purtroppo.
Da leggere se si desidera passare un paio d'ore sognando... 👍👍👍
Ah dimenticavo; copertina eccezionale. Complimenti a R. Croci!

sabato 4 maggio 2019

Chiudi gli occhi e guarda

In questi giorni ho letto il libro di Nicola Pezzoli intitolato Chiudi gli occhi e guarda.
Il protagonista
Nome: Corradino.
Età: 12 anni e mezzo.
Segno zodiacale: Acquario.
Cosa farò da grande: ingegnere, o studioso di dinosauri, o al limite prete (però molto mistico).
Stato civile: divorziato da Stevanato Cristina (lei non ne sa niente).
Materia preferita: geografia.
Squadra di calcio: Inter.
Squadra di pallacanestro: Emerson Varese.
Macchina preferita: 128 Rally.
Letture: Tex e Topolini.
Canzone: Sweet Lady Blue.
Attore: Totò.
Golosità: la pizza al trancio da Quinto a Varese.
Cose che adoro: i gatti, giocare, la mamma, il Mare.
Cose che mi stan sul culo: la carne, i bulli, le bugie, e tutte quelle stupidaggini che devi fare uguale agli altri come una scimmietta ammaestrata, tipo ballare, cantare Tanti auguri a te, vestirti da festa, guardare il Telegiornale, recitare le poesie a memoria che diventano insulse.



giovedì 2 maggio 2019

Una donna


Amare è sacrificarsi e soccombere! Questo il destino suo e forse di tutte le donne? 

La faccia convulsa e paonazza, gli occhi fuori della fronte, diventava spaventoso: ebbi l'improvvisa sensazione d'essere una piccola creatura indifesa sotto una potenza cieca e bestiale. [...]
Rivedo me stessa gettata a terra, allontanata col piede come un oggetto immondo, e risento un flusso di parole infami, liquido e bollente come piombo fuso. [...] e il mio corpo divenne null'altro che un povero involucro inanimato [...]
Avevo dato l'addio alla vita semplicemente, fermamente, benché in un'ora di smarrimento; come ubbidendo a un comando venuto da lungi più che alla necessità imperiosa dell'istante. La mia esistenza doveva finire i quel punto: la donna ch'io ero stata fino a quella notte doveva morire. Vi sono periodi che non possono risolversi e che sembra vadano chiusi bruscamente con una pietra sepolcrale. Da quanto tempo la crisi si svolgeva in me a mia insaputa? 

"Femminismo!" esclamava ella. "Organizzazione di operaie, legislazione del lavoro, emancipazione legale, divorzio, voto amministrativo e politico... Tutto questo, sì, è un compito immenso, eppure non è che la superficie: bisogna riformare la coscienza dell'uomo, creare quella della donna! " 

martedì 16 aprile 2019

Magia d'inverno

Libro: Magia d'inverno di Olivia Hessen

Il racconto si svolge nella “Piccola pensione della felicità” un palazzo, dove la proprietaria Thelma ha vissuto una grande storia d'amore, ristrutturato in pensione.

Un libro che è il trionfo dell’amore vero, quello privo di pregiudizi, dove non esistono sessi
-Sono vecchi.- tagliò corto Luke.
Chris lo incenerì con un’occhiataccia. -E allora? Mio padre un giorno mi ha messo alla porta facendomi più o meno lo stesso discorso che voi avete appena fatto. Solo che al posto di dirmi che non potevo essere libero di vivere la mia vita felicemente perché ero vecchio, mi disse che non potevo farlo perché ero un finocchio di merda. Sì, avete sentito bene: sono omosessuale e non me ne vergogno. In ogni caso se non fosse stato per la mia amica Lucy e i suoi genitori, a quest’ora non sarei un architetto ma un clochard costretto a vivere per strada e non avrei nemmeno sposato quel testone di mio marito!- esclamò irato[…]

età
I figli, se solo provassero a capire...- sospirò Mary – Thelma le ha detto che io e Scott siamo praticamente scappati di casa?-
-Mi ha accennato qualcosa.- ammise Chris.
-Anche se siamo troppo anziani per farlo...- riprese Mary con tono pacato –siamo stati co-stretti a scappare per sfuggire al controllo dei nostri figli. Vede, mia figlia maggiore Terry sa essere peggio di una vecchia petulante zia bigotta quando ci si mette, e anche Luke, il figlio di Scott, non scherza affatto. Hanno quasi quarant’anni e si comportano come due adolescenti, mi crede?- 

-Incredibile.- -Era da un anno che ci davano il tormento, dicendo che due vecchi devono pensare a starsene buoni e non dare scandalo, e ci costringevano a vederci di nascosto. Si figuri, alla nostra età!-
Mary si lasciò sfuggire una risatina[…] 



Semplicemente Amore con la A maiuscola, quello che piace a me, romanticona come sono.

Libro facile da leggere, un paio d’ore,  che ti prende, ti trascina, ti fa parteggiare per gli innamorati, ti riscalda il cuore, e ti dà la conferma che il mondo non è al suo termine, anzi è ancora vivo. Dipende solo da noi...

mercoledì 10 aprile 2019

Le voci delle donne


In questi giorni ho letto il libro "Le voci delle donne" di Francesca A. Vanni e Ofelia Deville,  Editore  StreetLib.

Un libro crudo e talmente veritiero che confesso senza vergogna che ho pianto parecchie volte.
Il libro racconta violenze su donne, donne sfigurate dall'acido, donne bruciate vive, donne sgozzate perché lesbiche, donne messe in un sacco di immondizia e gettate in un fiume, violenze quotidiane anche solo per un bicchiere di vino rovesciato, per un pollo che non piace, davanti a bambini ignari che non capiscono...
Il libro termina con una speranza, anche di nome*. La speranza che tutte le donne hanno affinché tutta questa brutalità abbia termine. Eppure ci sono donne che sperano solo di morire per ritrovare la loro dignità e la propria libertà.

*[...]Una scintillante aura di luce risplendeva attorno alla sua figura, donandole un che di divino.
-Sei un angelo?- chiese perplessa.
-Sono Speranza, l’angelo che protegge le donne maltrattate, abusate, tormentate e violentate.- -Perché, se sei chi dici di essere, non sei mai venuta in mio soccorso ogni volta che supplicavo e pregavo il cielo di farlo smettere?-
-Mi dispiace, Sara: ho sempre cercato di fare del mio meglio, siete così tante e vorrei salvarvi tutte ma non sempre ci riesco.[...]

sabato 30 marzo 2019

La lucina

Oggi mi voglio destreggiare nel fare la mia prima recensione. Non so bene cosa ne uscirà, spero qualcosa di positivo. Se così non fosse, perdonatemi e ditemi dove e in che cosa ho sbagliato. Accetto critiche purchè costruttive.

Antonio Moresco – La Lucina – Libellule Mondadori anno 2013
Antonio Moresco è nato nel 1947 a Mantova, ha scritto parecchi libri tra cui appunto La Lucina e L’Addio. che io ho letto entrambi.
E’ il fondatore del blog Nazione Indiana con Dario Voltolini da cui si è allontanato per creare una rivista di nome Il primo amore, sempre con Dario Voltolini
Sono le uniche informazioni che conosco di lui, per maggior dettagli è meglio consultare Wikipedia.  ;-)

Il primo capitolo :
Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante.
Il sole è appena scomparso dietro il crinale, la luce si sta spegnando. In questo momento sono seduto a pochi metri dalla mia piccola casa, di fronte ad uno strapiombo vegetale. Guardo il mondo che sta per essere inghiottito dal buio. Il mio corpo è immobile su una seggiola di ferro dalle gambe che sprofondano sempre più nel terreno, eppure ogni tanto mi manca il fiato, come se stessi precipitando su un’altalena dalle fissate in qualche punto infinitamente lontano dell’universo.

Il cielo è attraversato dalle ultime rondini che volano qua e là come frecce.  Rasentano la mia testa, piombando a capofitto su vaste sfere di insetti sospesi tra cielo e terra, sento il vento delle loro ali contro le tempie, vedo distintamente di fronte a me il corpo nero di qualche insetto più carenato e più grande mentre viene inghiottito da una rondine che lo inseguiva col becco spalancato, lanciando grida. Il silenzio è tale che riesco persino a sentire il clangore del suo corpo che continua a soffrire stritolato e smembrato dentro il corpo dell’altro animale mentre risale inebriato nel cielo.

Resto ancora per molto seduto qui. La luce a poco a poco scompare, tutto questo mondo vegetale diventa sempre più buio di fronte ai miei occhi, si incominciano a levare da ogni parte i versi degli animali notturni, invisibili dentro il nero fogliame.

Non un segno di vita umana.

Solo, quando il buio diventa ancora più fitto e si cominciano ad accendere le prime stelle, dall’altra parte di questa stretta gola a strapiombo, su un tratto più pianeggiante del crinale di fronte, incavato in mezzo ai boschi come una sella, ogni notte, ogni notte, sempre alla stessa ora, si accende improvvisamente una lucina.

Che lucina sarà? Chi l’accenderà?