Visualizzazione post con etichetta Libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libro. Mostra tutti i post

venerdì 16 agosto 2019

La televisione


Vi capita mai di stare incollati davanti al televisore a guardare un programma orrendo? Quei rumori striduli, quei colpi di pistola urtano i nervi. Eppure non vi decidete a spegnere. Perché infliggersi una tortura del genere? Non sarebbe meglio chiudere? Avete paura di stare soli, del vuoto e della solitudine che potrete incontrare rimanendo a tu per tu con voi stessi? Guardando un brutto programma alla TV, noi diventiamo quel programma. Noi siamo quello che proviamo e percepiamo. Se ci arrabbiamo, siamo la rabbia.
Se amiamo, siamo l’amore. Se contempliamo la cima di un monte ricoperta di neve, siamo la montagna. Possiamo essere ciò che vogliamo, allora perché spalancare le finestre a spettacoli di bassa lega prodotti da chi specula sull’emotività della gente e che ci fanno venire le palpitazioni, ci fanno stringere i pugni e ci lasciano svuotati?
Chi permette che vengano trasmessi programmi del genere, anche per un pubblico di giovanissimi? Noi! Siamo troppo passivi rispetto a quello che ci propina lo schermo, troppo soli, troppo pigri, o annoiati per crearci una vita tutta nostra. Accendiamo il televisore e lo lasciamo acceso permettendo a qualcun altro di guidarci, plasmarci, distruggerci.
Lasciarci andar in questo significa mettere il nostro destino in mano a gente senza scrupoli. Dobbiamo sapere riconoscere quali programmi fanno male al nostro sistema nervoso, alla nostra mente e al nostro cuore, e quali invece ci fanno bene. 
La pace è ogni passo di Thich Nath Hanh

venerdì 9 agosto 2019

Emigrazione risorgimentale

Durante il Risorgimento l’emigrazione divenne, per la prima volta, un fenomeno su vasta scala che interessò masse di popolazione, legandosi inevitabilmente alla questione economica.
Dopo l’Unità il numero medio di emigranti per anno superò le 150.000 unità (contro le 30.000 dei primi decenni dell’ottocento).
L’emigrazione pre-unitaria, invece, riguardava soprattutto italiani esiliati per la libertà e la “giusta causa”, in attesa di un ritorno in un’Italia unita ed indipendente.
Gli esuli politici del 1821, vittime della cieca intransigenza della reazione dei vari regnanti, trovarono nei paesi di destinazione molto altri italiani emigrati in precedenza. Iniziarono così a tessere reti di relazioni amicali e familiari, che andarono a sostituirsi agli equilibri spezzati con la terra d’origine, dando vita a nuovi legami fondati principalmente sul senso di patria e sulla solidarietà, per una condizione comune. Si trattava di studenti, militari, artigiani, mercanti, artisti, uomini e donne di diversa formazione culturale (illuministi, romantici, credenti) e politica (soprattutto ex-giacobini, socialisti-utopisti).
alcuni di loro, si pensi ad esempio Mazzini, grazie all'influsso delle idee conosciute in altri paesi europei, contribuirono con libri e articoli, destinati a intellettuali e semplici cittadini rimasti in Italia, alla formazione dell’ideale di un’Italia unita.
inizialmente temporanea, caratterizzata da partenze annuali a carattere stagionale o annuale, con destinazione Francia, Belgio e Germania, l’emigrazione italiana risorgimentale divenne in seguito permanente e interessò i paesi transoceanici (Stati uniti, Canada, America Latina, Australia).

domenica 5 maggio 2019

Il mostro

Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti. Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti, l'ha detto mia mamma agli acquirenti, avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti...
Era lì che fumava vicino al caminetto e non c'è ne siamo mai accorti, avevamo il mostro proprio in casa e non c'è ne siamo mai accorti, ma guardava la partita e non c'è ne siamo accorti. Ma neanche il mio marito se n'era accorto, non dico, lui che aveva proprio il mostro dentro non se n'era accorto, ma poveraccio, che c'aveva sempre da fare, avanti e indietro con il Pandino, che anche quando m'ha messo incinta per la terza volta non se n'è accorto. E io sì, ma è naturale, che mi sono venuto subito a noia i broccoli e lì ho capito; inutile buttare soldi per il test, ma lo so da me, il broccolo è un segnale infallibile, ma micidiale, cinque volte che sono rimasta incinta me l'ha detto il broccolo. Di figli ne ho solo tre: uno l'ho perso appena nato e l'altro mi è rimasto in pancia sette mesi e non è più  uscito. Sono morta prima.
Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti, l'ha detto pure mia sorella, che non andava d'accordo con il mio marito, ma non si son mai piaciuti, questioni di carattere o di segni zodiacali, lei è uno scorpione, e reagisce, una volta che mio marito l'ha strattonata ha cominciato a strillare come un'aquila.

sabato 4 maggio 2019

Chiudi gli occhi e guarda

In questi giorni ho letto il libro di Nicola Pezzoli intitolato Chiudi gli occhi e guarda.
Il protagonista
Nome: Corradino.
Età: 12 anni e mezzo.
Segno zodiacale: Acquario.
Cosa farò da grande: ingegnere, o studioso di dinosauri, o al limite prete (però molto mistico).
Stato civile: divorziato da Stevanato Cristina (lei non ne sa niente).
Materia preferita: geografia.
Squadra di calcio: Inter.
Squadra di pallacanestro: Emerson Varese.
Macchina preferita: 128 Rally.
Letture: Tex e Topolini.
Canzone: Sweet Lady Blue.
Attore: Totò.
Golosità: la pizza al trancio da Quinto a Varese.
Cose che adoro: i gatti, giocare, la mamma, il Mare.
Cose che mi stan sul culo: la carne, i bulli, le bugie, e tutte quelle stupidaggini che devi fare uguale agli altri come una scimmietta ammaestrata, tipo ballare, cantare Tanti auguri a te, vestirti da festa, guardare il Telegiornale, recitare le poesie a memoria che diventano insulse.



giovedì 2 maggio 2019

Una donna


Amare è sacrificarsi e soccombere! Questo il destino suo e forse di tutte le donne? 

La faccia convulsa e paonazza, gli occhi fuori della fronte, diventava spaventoso: ebbi l'improvvisa sensazione d'essere una piccola creatura indifesa sotto una potenza cieca e bestiale. [...]
Rivedo me stessa gettata a terra, allontanata col piede come un oggetto immondo, e risento un flusso di parole infami, liquido e bollente come piombo fuso. [...] e il mio corpo divenne null'altro che un povero involucro inanimato [...]
Avevo dato l'addio alla vita semplicemente, fermamente, benché in un'ora di smarrimento; come ubbidendo a un comando venuto da lungi più che alla necessità imperiosa dell'istante. La mia esistenza doveva finire i quel punto: la donna ch'io ero stata fino a quella notte doveva morire. Vi sono periodi che non possono risolversi e che sembra vadano chiusi bruscamente con una pietra sepolcrale. Da quanto tempo la crisi si svolgeva in me a mia insaputa? 

"Femminismo!" esclamava ella. "Organizzazione di operaie, legislazione del lavoro, emancipazione legale, divorzio, voto amministrativo e politico... Tutto questo, sì, è un compito immenso, eppure non è che la superficie: bisogna riformare la coscienza dell'uomo, creare quella della donna! " 

martedì 16 aprile 2019

Magia d'inverno

Libro: Magia d'inverno di Olivia Hessen

Il racconto si svolge nella “Piccola pensione della felicità” un palazzo, dove la proprietaria Thelma ha vissuto una grande storia d'amore, ristrutturato in pensione.

Un libro che è il trionfo dell’amore vero, quello privo di pregiudizi, dove non esistono sessi
-Sono vecchi.- tagliò corto Luke.
Chris lo incenerì con un’occhiataccia. -E allora? Mio padre un giorno mi ha messo alla porta facendomi più o meno lo stesso discorso che voi avete appena fatto. Solo che al posto di dirmi che non potevo essere libero di vivere la mia vita felicemente perché ero vecchio, mi disse che non potevo farlo perché ero un finocchio di merda. Sì, avete sentito bene: sono omosessuale e non me ne vergogno. In ogni caso se non fosse stato per la mia amica Lucy e i suoi genitori, a quest’ora non sarei un architetto ma un clochard costretto a vivere per strada e non avrei nemmeno sposato quel testone di mio marito!- esclamò irato[…]

età
I figli, se solo provassero a capire...- sospirò Mary – Thelma le ha detto che io e Scott siamo praticamente scappati di casa?-
-Mi ha accennato qualcosa.- ammise Chris.
-Anche se siamo troppo anziani per farlo...- riprese Mary con tono pacato –siamo stati co-stretti a scappare per sfuggire al controllo dei nostri figli. Vede, mia figlia maggiore Terry sa essere peggio di una vecchia petulante zia bigotta quando ci si mette, e anche Luke, il figlio di Scott, non scherza affatto. Hanno quasi quarant’anni e si comportano come due adolescenti, mi crede?- 

-Incredibile.- -Era da un anno che ci davano il tormento, dicendo che due vecchi devono pensare a starsene buoni e non dare scandalo, e ci costringevano a vederci di nascosto. Si figuri, alla nostra età!-
Mary si lasciò sfuggire una risatina[…] 



Semplicemente Amore con la A maiuscola, quello che piace a me, romanticona come sono.

Libro facile da leggere, un paio d’ore,  che ti prende, ti trascina, ti fa parteggiare per gli innamorati, ti riscalda il cuore, e ti dà la conferma che il mondo non è al suo termine, anzi è ancora vivo. Dipende solo da noi...

sabato 30 marzo 2019

La lucina+

Oggi mi voglio destreggiare nel fare la mia prima recensione. Non so bene cosa ne uscirà, spero qualcosa di positivo. Se così non fosse, perdonatemi e ditemi dove e in che cosa ho sbagliato. Accetto critiche purchè costruttive.

Antonio Moresco – La Lucina – Libellule Mondadori anno 2013
Antonio Moresco è nato nel 1947 a Mantova, ha scritto parecchi libri tra cui appunto La Lucina e L’Addio. che io ho letto entrambi.
E’ il fondatore del blog Nazione Indiana con Dario Voltolini da cui si è allontanato per creare una rivista di nome Il primo amore, sempre con Dario Voltolini
Sono le uniche informazioni che conosco di lui, per maggior dettagli è meglio consultare Wikipedia.  ;-)

Il primo capitolo :
Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante.
Il sole è appena scomparso dietro il crinale, la luce si sta spegnando. In questo momento sono seduto a pochi metri dalla mia piccola casa, di fronte ad uno strapiombo vegetale. Guardo il mondo che sta per essere inghiottito dal buio. Il mio corpo è immobile su una seggiola di ferro dalle gambe che sprofondano sempre più nel terreno, eppure ogni tanto mi manca il fiato, come se stessi precipitando su un’altalena dalle fissate in qualche punto infinitamente lontano dell’universo.

Il cielo è attraversato dalle ultime rondini che volano qua e là come frecce.  Rasentano la mia testa, piombando a capofitto su vaste sfere di insetti sospesi tra cielo e terra, sento il vento delle loro ali contro le tempie, vedo distintamente di fronte a me il corpo nero di qualche insetto più carenato e più grande mentre viene inghiottito da una rondine che lo inseguiva col becco spalancato, lanciando grida. Il silenzio è tale che riesco persino a sentire il clangore del suo corpo che continua a soffrire stritolato e smembrato dentro il corpo dell’altro animale mentre risale inebriato nel cielo.

Resto ancora per molto seduto qui. La luce a poco a poco scompare, tutto questo mondo vegetale diventa sempre più buio di fronte ai miei occhi, si incominciano a levare da ogni parte i versi degli animali notturni, invisibili dentro il nero fogliame.

Non un segno di vita umana.

Solo, quando il buio diventa ancora più fitto e si cominciano ad accendere le prime stelle, dall’altra parte di questa stretta gola a strapiombo, su un tratto più pianeggiante del crinale di fronte, incavato in mezzo ai boschi come una sella, ogni notte, ogni notte, sempre alla stessa ora, si accende improvvisamente una lucina.

Che lucina sarà? Chi l’accenderà?