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mercoledì 16 ottobre 2019

La pace nel mondo

Siamo tutti implicati nella pace del mondo. Le armi o le forze armate, in certe circostanze e in certi periodi, possono produrre una relativa pace. Tuttavia, a lungo termine, è impossibile conquistare un’autentica e durevole pace mondiale attraverso lo scontro militare o l’odio e il sospetto.
La pace mondiale va sviluppata attraverso la pace mentale, la reciproca fiducia e il mutuo rispetto.
E, di nuovo, la chiave di volta, è la compassione o la mente altruistica.

Dalai Lama – Trasformare la mente

mercoledì 9 ottobre 2019

Lo yoga e l'occidente (I parte)

L’occidente possiede qualche nozione sullo yoga da meno di un secolo. Da più di duemila anni avevano raggiunto l’Europa ogni sorta di racconti meravigliosi provenienti dalle Indie favolose con i loro saggi e contemplatori del proprio ombelico, ma la filosofia e la prassi filosofica indiana hanno cominciato ad essere veramente conosciute quando sono diventate celebri le Upanisad, rivelate all’occidente dal francese Anquetil du Perron. Dobbiamo tuttavia a Max Muller di Oxford e ai Sacred Books of the East, da lui pubblicati, una conoscenza più generale e più approfondita di queste dottrine, riservata in un primo tempo all’indologo e al filosofo. Presto però il movimento teosofico, promosso da Madame Blavatskij, s’impadronì delle tradizioni orientali e le rivelò al grande pubblico. Da quel momento, la conoscenza dello yoga si mantenne in occidente per molti decenni, sia come rigorosa scienza accademica, sia come qualcosa che si poteva forse chiamare religione benché non si fosse sviluppata fino al punto di divenire una chiesa organizzata, nonostante gli sforzi di una Anne Besant e del fondatore del ramo secessionista antroposofico, Rudolf Steiner, seguace di Madame Blavatskij.

mercoledì 2 ottobre 2019

Donne di Andrea Camilleri

Il nome e la storia di Bianca Lancia non possono non comparire in questo repertorio per una sua brevissima, struggente biografia che credo di aver letta troppi anni fa. Dico credo perché quella biografia, per quanto l'abbia in seguito cercata, non l'ho mai più ritrovata e mi sono anche dimenticato chi ne era l'autore. Non solo ma la storia di Bianca, così come viene raccontata persino in Wikipedia, non corrisponde per niente al mio ricordo. Sicché sono arrivato alla conclusione che quella paginetta biografica sia stata una mia fantasia o addirittura un sogno. La memoria fa di questi scherzi. Comincio dalla vulgata ufficiale. Bianca è figlia di Bonifacio I, conte di Agliano e marchese di Buscavisse. Il fratello di Bonifacio, Manfredi II, è un fedelissimo dell'imperatore Federico II di Svezia e anche suo amico, tanto che l'imperatore lo nominerà nel 1240 Vicario generale dell' impero in Italia e più tardi capitano imperiale di Asti e di Pavia. Quando nel 1225 Federico si sposa per la seconda volta con Jolanda di Brienne (la prima moglie era stata Costanza di Aragona), i Lancia sono invitati ai festeggiamenti. Ed è in questa occasione che Bianca non solo vede per la prima volta Federico, ma se ne innamora perdutamente e ne diviene, ipso facto o quasi, l'amante. La loro relazione durerà a lungo. Bianca gli darà tre figli: Costanza (1230), Manfredi (1232) e Violante (1233). Di amanti, con relativa prole, Federico ne ebbe tante, ma è fuori di dubbio che Bianca fu la prediletta, anche perché madre dell'amatissimo Manfredi. Alla morte nel 1241della terza moglie di Federico, Isabella d'Inghilterra, sposata nel 1235, Bianca ricevette il feudo annesso al fortilizio di Monte Sant'Angelo. Qui, dicono le storie, visse a lungo reclusa a causa della morbosa gelosia di Federico. Il quale, quando cadeva in preda di questi furori possessivi, ricorreva alla segregazione totale dell'amante. Sembra, secondo lo storico Pantaleo e padre Bonaventura da Lama, che avesse fatto così anche quando Bianca era incinta di Manfredi, rinchiudendola nel castello di Gioia del Colle. Dopo il parto Bianca si sarebbe uccisa tagliandosi i seni e inviandoli, assieme al neonato, all'imperatore. Ma allora come avrebbe fatto a concepire Violante da morta? Altri cronisti raccontano che Federico la sposò in segreto verso il 1246 in articolo mortis, essendo Bianca gravemente ammalata. E infatti scrivono che morì pochi giorni dopo il matrimonio. Ma Salimbene de Adam, nella sua cronaca, dà una versione dei fatti molto diversa. Narra che Bianca fosse in ottima salute, che si finse gravemente ammalata al solo scopo di farsi sposare e che addirittura sopravvisse a Federico morto nel 1250. Insomma avrebbe ordito lo stesso inganno di Filumena Marturano nella splendida commedia di eduardo. Però il fatto che Sagnimbene affermi che Bianca sia sopravvissuta a Federico ci porta dritto dritto alla mia storia sognata o letta. Che è questa. Nel 1212 il diciottenne Federico, re di Sicilia ma non ancora imperatore, si reca a Genova per avere l'appoggio marinaro di quella città. Vi resta due mesi e mezzo e ogni tanto va a trovare Manfredi Lancia in un suo castello del Piemonte. È qui che Bianca, poco più che una bambina, lo conosce e se ne innamora. Quando Federico riparte, la bambina giura a se stessa che quello sarà l'uomo della sua vita. Giovinetta ambita come sposa, rifiuta tutte le proposte di matrimonio. Realizzerà il suo sogno 13 anni dopo. Federico ricambiera' in pieno il suo amore, le poesie che scrive e legge agli altri poeti della Magna Curia, da Giacomo da Lentini a Pier delle Vibne, sono dedicate a Bianca. Che gli resterà sempre a fianco, anche se patira' a lungo la solitudine nei freddi castelli di Monte Sant'Angelo o di Gioia del Colle. Alla morte dell'imperatore Bianca va a segregarsi in un convento, dove muore anni dopo, portando con sé solo uno scrognetto dentro il quale aveva messo sette cose, ma non gioielli, che le avrebbero per sempre ricordato l'amore di Federico. In quella paginetta che credo di aver letto, le sette cose non erano specificate. Ed è proprio questo che m'ha intrigato. Cosa mise dentro lo scrignetto? Di certo qualcuna delle poesie che Federico compose per lei. E poi? Forse da uomo, non sarò mai in grado di indovinare. Bisognerebbe esser donna e avere vissuto per anni, amandolo ed essendone ramata, accanto a un uomo che alcuni storici definirono 'lo stupore del mondo' per poter avere, forse, una qualche risposta.

venerdì 16 agosto 2019

La televisione


Vi capita mai di stare incollati davanti al televisore a guardare un programma orrendo? Quei rumori striduli, quei colpi di pistola urtano i nervi. Eppure non vi decidete a spegnere. Perché infliggersi una tortura del genere? Non sarebbe meglio chiudere? Avete paura di stare soli, del vuoto e della solitudine che potrete incontrare rimanendo a tu per tu con voi stessi? Guardando un brutto programma alla TV, noi diventiamo quel programma. Noi siamo quello che proviamo e percepiamo. Se ci arrabbiamo, siamo la rabbia.
Se amiamo, siamo l’amore. Se contempliamo la cima di un monte ricoperta di neve, siamo la montagna. Possiamo essere ciò che vogliamo, allora perché spalancare le finestre a spettacoli di bassa lega prodotti da chi specula sull’emotività della gente e che ci fanno venire le palpitazioni, ci fanno stringere i pugni e ci lasciano svuotati?

martedì 13 agosto 2019

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa.


La balena parla dell'assedio dei balenieri.
[...] Provai un dolore terribile. L'arpione mi si era conficcato nel dorso e l'unica cosa che potevo fare era tornare ad immergermi. Discesi nell'acqua profonda scuotendomi per liberarmi da quel palo che mi lacera a la carne, ma erano sforzi vani e per giunta i balenieri tiravano la corda legata all'anello dell'arpione per farmi più male e per stancarmi. 
[...] Mi immersi vicinissimo alla scialuppa e scesi in verticale fino a raggiungere velocemente una profondità pari a una ventina di volte la mia lunghezza, poi i girai e risalendo cercai la chiglia dell'imbarcazione.

venerdì 9 agosto 2019

Emigrazione risorgimentale

Durante il Risorgimento l’emigrazione divenne, per la prima volta, un fenomeno su vasta scala che interessò masse di popolazione, legandosi inevitabilmente alla questione economica.
Dopo l’Unità il numero medio di emigranti per anno superò le 150.000 unità (contro le 30.000 dei primi decenni dell’ottocento).
L’emigrazione pre-unitaria, invece, riguardava soprattutto italiani esiliati per la libertà e la “giusta causa”, in attesa di un ritorno in un’Italia unita ed indipendente.
Gli esuli politici del 1821, vittime della cieca intransigenza della reazione dei vari regnanti, trovarono nei paesi di destinazione molto altri italiani emigrati in precedenza. Iniziarono così a tessere reti di relazioni amicali e familiari, che andarono a sostituirsi agli equilibri spezzati con la terra d’origine, dando vita a nuovi legami fondati principalmente sul senso di patria e sulla solidarietà, per una condizione comune. Si trattava di studenti, militari, artigiani, mercanti, artisti, uomini e donne di diversa formazione culturale (illuministi, romantici, credenti) e politica (soprattutto ex-giacobini, socialisti-utopisti).
alcuni di loro, si pensi ad esempio Mazzini, grazie all'influsso delle idee conosciute in altri paesi europei, contribuirono con libri e articoli, destinati a intellettuali e semplici cittadini rimasti in Italia, alla formazione dell’ideale di un’Italia unita.
inizialmente temporanea, caratterizzata da partenze annuali a carattere stagionale o annuale, con destinazione Francia, Belgio e Germania, l’emigrazione italiana risorgimentale divenne in seguito permanente e interessò i paesi transoceanici (Stati uniti, Canada, America Latina, Australia).

martedì 6 agosto 2019

Mangiare il cibo


Fare un pasto in consapevolezza è una pratica importante. Spegniamo il televisore, posiamo il giornale e lavoriamo insieme, per cinque o dieci minuti, apparecchiando e sbrigando le ultime faccende. In questi pochi minuti, possiamo essere molto felici. Quando il cibo è in tavola e tutti sono seduti, guardiamo il cibo nel piatto, in modo da farlo diventare reale. Questo cibo parla del nostro legame con la terra. Ogni boccone contiene la vita del sole e della terra. La misura in cui il cibo ci parla dipende da noi. In un pezzo di pane possiamo vedere e gustare l’intero universo!
Contemplare il nostro cibo per pochi secondi prima di mangiarlo, e mangiarlo con consapevolezza, può procurarci molta felicità. Sedersi con la nostra famiglia e con gli amici a gustare del buon cibo è un’opportunità preziosa, qualcosa che non tutti possono avere. Molte persone nel mondo soffrono la fame. Quando tengo in mano una ciotola di riso o un pezzo di pane, so che sono fortunato e provo compassione per coloro che non hanno nulla da mangiare e sono senza amici o senza famiglia.
Durante i pasti, per aiutare la consapevolezza può essere utile mangiare in silenzio di tanto in tanto. Forse il primo pasto silenzioso vi farà sentire un po’ a disagio, ma quando vi sarete abituati, vi accorgerete che i pasti in silenzio procurano molta pace e felicità. Così come spegniamo il televisore prima di mangiare, possiamo spegnere la conversazione per gustare il cibo e la reciproca compagnia.
Non raccomando di mangiare in silenzio tutti i giorni. Conversare può essere un modo splendido di stare insieme in consapevolezza. Ma c’è conversazione e conversazione.

mercoledì 31 luglio 2019

La memoria

La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace.
E' certo che l'esercizio mantiene il ricordo fresco e vivo, allo stesso modo come si mantiene efficiente un muscolo che viene spesso esercitato; ma è anche vero che un ricordo troppo spesso evocato ed espresso in forma di racconto, tende a fissarsi in un stereotipo, in una forma collaudata dell'esperienza, cristallizzata, perfezionata, adorna che si installa al posto del ricordo greggio e cresce a sue spese. E’ generalmente difficile negare di aver commesso una data azione o che quest’azione sia stata commessa; è invece facilissimo alterare le motivazioni che ci hanno condotto a un’azione e le passioni  che in noi hanno accompagnato l’azione stessa. Questa è materia molto fluida, soggetta a deformarsi sotto forze anche molto deboli,  alle domande «perché lo hai fatto? » o «cosa pensavi facendolo? » non esistono risposte attendibili, perché gli stati d’animo sono labili per natura e ancora più labile è la loro memoria.

martedì 30 luglio 2019

Investire in amici


Anche con tanti soldi in banca, non è affatto difficile morire di dolore. Ecco perché investire in amici, fare di un amico un vero amico, costruire una comunità di amici, è una fonte di sicurezza di gran lunga migliore.
Avremo qualcuno cui appoggiarsi, cui ricorrere nei momenti difficili.
Grazie al sostegno amorevole degli altri, possiamo entrare in contatto con i fattori rigeneranti e benefici che sono in noi e attorno a noi.
Una buona comunità di amici è una grossa fortuna. Per creare una buona comunità di amici dobbiamo innanzitutto diventare un buon membro della comunità. Poi potremo andare dagli altri e aiutarli a diventare membri.
In questo modo costruiamo la nostra rete di amicizie. Dobbiamo pensare agli amici e alla comunità come ad un investimento, come al nostro bene più prezioso. Un amico può confortarci e aiutarci nei momenti più difficili e condividere la nostra gioia e la nostra felicità.
La pace è ogni passo di Thich Nath Hanh

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martedì 23 luglio 2019

La sovrana lettrice di Alan Bennett


Sulla quarta di copertina leggo: "per un puro accidente, la regina d'Inghilterra ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali ripercussioni sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di sicurezza e soprattutto sui lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga. Perché oltre alle irrefrenabili risate, questa storia ci regala un sopraffino colpo di scena - uno di quei lampi di genio che ci fanno capire come mai Alan Bennett sia considerato un grande maestro del comico e del teatro contemporaneo."

Dopo questa descrizione del libro così invogliante, potevo non leggerlo? Sinceramente mi ha un po' stupita apprendere che la regina abbia iniziato a leggere in tarda età e spero vivamente che sia solo una trovata umoristica dell'autore. Come trovo il finale a dir poco fantasioso.  
Quello che mi ha colpito di più sono le riflessioni che l'autore del libro mette praticamente "in bocca" alla protagonista.

martedì 25 giugno 2019

Gli italiani a tavola nel Risorgimento

L'Italia unita di Gianluca Formichi
Tra le classi popolari delle campagne, nel Risorgimento, l’alimentazione a base di carne era ancora un’eccezione (tanto che in Italia il suo consumo rimaneva tra i più bassi d’Europa). Continuavano ad avere un ruolo essenziale i cereali, la cui produzione passò da 34 milioni di quintali annui nel 1861 a 40 nel 1880, come castagne, patate e legumi. I maggiori progressi nel campo dell’igiene alimentate, in quegli anni, furono fatti dalle classi borghesi nelle città.

martedì 18 giugno 2019

Analfabetismo

L'italia unita di Gianluca Formichi
Il censimento del 1861 rivelò all’opinione pubblica che più di tre quarti della popolazione italiana sopra i cinque anni era   analfabeta  (il 78 per cento); un dato altissimo non molto lontano dai peggiori d’Europa, insieme a Spagna e Portogallo. Nel 1864 gli alunni a delle scuole secondarie risultavano appena 27.000 (il 9 per mille) e gli studenti universitari circa 6.000 (3,3 per mille). Occorreva distinguere, però, tra analfabetismo tout court e livelli di alfabetizzazione, tenendo in conto le distinzioni tra Nord e Sud, tra città e campagna, uomini e donne, lingua scritta e parlata.
L’unificazione linguistica non sostenuta adeguatamente da una reale unificazione politica ed economica, rimase un fatto essenzialmente culturale: in particolare, come lingua parlata, l’italiano ebbe una diffusione molto limitata, in uso soltanto nelle scuole, nelle accademie o società culturali e nelle assemblee politiche; nei restanti casi si parlavano i dialetti regionali (con grandi differenze anche da città a città). Per porre rimedio alla bassa istruzione scolastica fu creta una commissione ministeriale che svolse una prima inchiesta sulle condizioni dell’istruzione pubblica nel 1865.

martedì 11 giugno 2019

La famiglia italiana

Nel Risorgimento la famiglia italiana, fondata sulla morale cattolica – che aveva ripreso forza a seguito della Restaurazione – fu considerata universalmente il nucleo fondamentale del futuro Stato unitario nazionale. La sua funzione principale, fino a quel momento, era stata quella di mantenere la stabilità dell’ordine costituito, mentre il suo fine ultimo riconosciuto era la generazione della prole.
Valori come la vita religiosa, il lavoro, l’uso dei beni materiali, la proprietà, il perseguimento del bene della comunità, sotto lo sguardo severo e spesso opprimente della Chiesa, erano i principali elementi su cui si fondava la vita della maggior parte delle famiglie risorgimentali.
Nei contesti dove la terra e le campagne rappresentavano il perno della vita lavorativa, la famiglia risorgimentale era ancora di tipo patriarcale, contraddistinta da una rigida divisione dei compiti, che confinava le donne nel chiuso dell’ambiente di casa. Tuttavia il Risorgimento si caratterizzò anche come un periodo di apertura e di relativa autonomia per diverse donne: incoraggiate dal clima patriottico-rivoluzionario, iniziarono ad andare in guerra, ad assistere i feriti, a esprimere le proprie idee in campo culturale e anche le proprie convinzioni politiche, spesso causando dei veri travolgimenti all’interno delle famiglie. Il nucleo familiare rimaneva comunque sotto l’autorità del padre di famiglia.

sabato 8 giugno 2019

Carrie si sposa

Carrie si sposa di Olivia Hessen
Un'altra mia recensione, l'ultima di questa serie giovani scrittrici. Dopo l'esperienza negativa avuta con una blogger saputella (eufemismo) da 4 soldi, preferisco tornare ai miei classici.
Dunque, tornando all'argomento principale del post, il libro in questione è di Olivia Hessen dal titolo Carrie si sposa.
Un racconto scritto molto bene, in modo delicato come richiede una storia d'amore tra due donne che si ritrovano dopo tre anni. L'amore di un tempo non si è mai affievolito anzi riesplode in tutta la sua forza.
La conclusione è ovvia. L'amore trionfa sempre, ma deve superare ostacoli rappresentati da maschietti violenti (non mancano mai), da scelte femminili sbagliate in cui la paura la fa da padrona. Un po' quel che succede nella vita reale. L'unica differenza è che, in questo racconto, le donne escono vincenti. Nella realtà molto meno. Purtroppo.
Da leggere se si desidera passare un paio d'ore sognando... 👍👍👍
Ah dimenticavo; copertina eccezionale. Complimenti a R. Croci!

mercoledì 5 giugno 2019

Femminismo

Il 25 giugno del 2012 Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la lotta contro la violenza sulle donne, ha presentato il rapporto sugli omicidi di genere. Frutto di visite sul campo, colloqui con i governi, relazioni con l'assemblea generale Dell'ONU e con le organizzazioni della società civile, questo rapporto rappresenta il quadro più completo e aggiornato sul femminicidio nel mondo.
"A livello mondiale, la diffusione degli omicidi basati sul genere ha assunto proporzioni allarmanti" scrive la relatrice delle Nazioni Unite, "culturalmente e socialmente radicati, questi fenomeni continuano a essere accettati, tollerati e giustificati, e l'impunità costituisce la norma." E ancora : "le donne che sono soggette a continue violenze, che sono costantemente discriminate, è come se vivessero sempre nel " braccio della morte", con la paura di essere giustiziate ".

domenica 5 maggio 2019

Il mostro

Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti. Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti, l'ha detto mia mamma agli acquirenti, avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti...
Era lì che fumava vicino al caminetto e non c'è ne siamo mai accorti, avevamo il mostro proprio in casa e non c'è ne siamo mai accorti, ma guardava la partita e non c'è ne siamo accorti. Ma neanche il mio marito se n'era accorto, non dico, lui che aveva proprio il mostro dentro non se n'era accorto, ma poveraccio, che c'aveva sempre da fare, avanti e indietro con il Pandino, che anche quando m'ha messo incinta per la terza volta non se n'è accorto. E io sì, ma è naturale, che mi sono venuto subito a noia i broccoli e lì ho capito; inutile buttare soldi per il test, ma lo so da me, il broccolo è un segnale infallibile, ma micidiale, cinque volte che sono rimasta incinta me l'ha detto il broccolo. Di figli ne ho solo tre: uno l'ho perso appena nato e l'altro mi è rimasto in pancia sette mesi e non è più  uscito. Sono morta prima.
Avevamo il mostro in casa e non c'è ne siamo accorti, l'ha detto pure mia sorella, che non andava d'accordo con il mio marito, ma non si son mai piaciuti, questioni di carattere o di segni zodiacali, lei è uno scorpione, e reagisce, una volta che mio marito l'ha strattonata ha cominciato a strillare come un'aquila.

sabato 4 maggio 2019

Chiudi gli occhi e guarda

In questi giorni ho letto il libro di Nicola Pezzoli intitolato Chiudi gli occhi e guarda.
Il protagonista
Nome: Corradino.
Età: 12 anni e mezzo.
Segno zodiacale: Acquario.
Cosa farò da grande: ingegnere, o studioso di dinosauri, o al limite prete (però molto mistico).
Stato civile: divorziato da Stevanato Cristina (lei non ne sa niente).
Materia preferita: geografia.
Squadra di calcio: Inter.
Squadra di pallacanestro: Emerson Varese.
Macchina preferita: 128 Rally.
Letture: Tex e Topolini.
Canzone: Sweet Lady Blue.
Attore: Totò.
Golosità: la pizza al trancio da Quinto a Varese.
Cose che adoro: i gatti, giocare, la mamma, il Mare.
Cose che mi stan sul culo: la carne, i bulli, le bugie, e tutte quelle stupidaggini che devi fare uguale agli altri come una scimmietta ammaestrata, tipo ballare, cantare Tanti auguri a te, vestirti da festa, guardare il Telegiornale, recitare le poesie a memoria che diventano insulse.



giovedì 2 maggio 2019

Una donna


Amare è sacrificarsi e soccombere! Questo il destino suo e forse di tutte le donne? 

La faccia convulsa e paonazza, gli occhi fuori della fronte, diventava spaventoso: ebbi l'improvvisa sensazione d'essere una piccola creatura indifesa sotto una potenza cieca e bestiale. [...]
Rivedo me stessa gettata a terra, allontanata col piede come un oggetto immondo, e risento un flusso di parole infami, liquido e bollente come piombo fuso. [...] e il mio corpo divenne null'altro che un povero involucro inanimato [...]
Avevo dato l'addio alla vita semplicemente, fermamente, benché in un'ora di smarrimento; come ubbidendo a un comando venuto da lungi più che alla necessità imperiosa dell'istante. La mia esistenza doveva finire i quel punto: la donna ch'io ero stata fino a quella notte doveva morire. Vi sono periodi che non possono risolversi e che sembra vadano chiusi bruscamente con una pietra sepolcrale. Da quanto tempo la crisi si svolgeva in me a mia insaputa? 

"Femminismo!" esclamava ella. "Organizzazione di operaie, legislazione del lavoro, emancipazione legale, divorzio, voto amministrativo e politico... Tutto questo, sì, è un compito immenso, eppure non è che la superficie: bisogna riformare la coscienza dell'uomo, creare quella della donna! " 

giovedì 18 aprile 2019

Poteri


La visione profonda, il quinto potere, è una spada che recide senza dolore tutti i tipi di sofferenza, come la paura, la disperazione, la rabbia e la discriminazione. Se usi i tuoi poteri di concentrazione, la visione profonda ti permette di vedere appieno l’oggetto su cui ti concentri: la concentrazione sull’impermanenza. L’impermanenza non è un’idea, non è un concetto: è un’intuizione, una visione profonda. Molti di noi cercano disperatamente di tenersi stretta una certa idea di stabilità e di permanenza, e quando sentono l’insegnamento dell’impermanenza sono presi dall’ansia. L’impermanenza, però, non è soltanto negativa, anzi può essere molto positiva. Tutto è impermalente, anche l’ingiustizia, la povertà, l’inquinamento e il riscaldamento globale. Certo, nella vita c’è incomprensione, c’è violenza, c’è disperazione, ma a loro volta sono cose impermanenti e proprio per questo possono essere trasformate, se abbiamo la visione profonda di come vivere nel momento presente. […]
Se sappiamo vivere in armonia con la visione profonda dell’impermanenza, non faremo tanti errori […]
Così smetteremo di correre verso il futuro, perdendo l’occasione di vivere la nostra vita, che è disponibile solo nel momento presente.

martedì 16 aprile 2019

Magia d'inverno

Libro: Magia d'inverno di Olivia Hessen

Il racconto si svolge nella “Piccola pensione della felicità” un palazzo, dove la proprietaria Thelma ha vissuto una grande storia d'amore, ristrutturato in pensione.

Un libro che è il trionfo dell’amore vero, quello privo di pregiudizi, dove non esistono sessi
-Sono vecchi.- tagliò corto Luke.
Chris lo incenerì con un’occhiataccia. -E allora? Mio padre un giorno mi ha messo alla porta facendomi più o meno lo stesso discorso che voi avete appena fatto. Solo che al posto di dirmi che non potevo essere libero di vivere la mia vita felicemente perché ero vecchio, mi disse che non potevo farlo perché ero un finocchio di merda. Sì, avete sentito bene: sono omosessuale e non me ne vergogno. In ogni caso se non fosse stato per la mia amica Lucy e i suoi genitori, a quest’ora non sarei un architetto ma un clochard costretto a vivere per strada e non avrei nemmeno sposato quel testone di mio marito!- esclamò irato[…]

età
I figli, se solo provassero a capire...- sospirò Mary – Thelma le ha detto che io e Scott siamo praticamente scappati di casa?-
-Mi ha accennato qualcosa.- ammise Chris.
-Anche se siamo troppo anziani per farlo...- riprese Mary con tono pacato –siamo stati co-stretti a scappare per sfuggire al controllo dei nostri figli. Vede, mia figlia maggiore Terry sa essere peggio di una vecchia petulante zia bigotta quando ci si mette, e anche Luke, il figlio di Scott, non scherza affatto. Hanno quasi quarant’anni e si comportano come due adolescenti, mi crede?- 

-Incredibile.- -Era da un anno che ci davano il tormento, dicendo che due vecchi devono pensare a starsene buoni e non dare scandalo, e ci costringevano a vederci di nascosto. Si figuri, alla nostra età!-
Mary si lasciò sfuggire una risatina[…] 



Semplicemente Amore con la A maiuscola, quello che piace a me, romanticona come sono.

Libro facile da leggere, un paio d’ore,  che ti prende, ti trascina, ti fa parteggiare per gli innamorati, ti riscalda il cuore, e ti dà la conferma che il mondo non è al suo termine, anzi è ancora vivo. Dipende solo da noi...