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mercoledì 29 maggio 2019

Il francobollo

Tra le tante e tante invenzioni, del tutto innovative che si ebbero nell’800, ve ne fu una che nacque, e come tale rimane ancora nei nostri giorni seppur con qualche parziale necessaria modifica, e che sarà ancora presente nel mondo almeno per i prossimi decenni: il francobollo.
E’ un’invenzione conseguente alla rivoluzione industriale che iniziò a svilupparsi nella prima metà del XIX secolo con l’espandersi dei commerci: occorreva assicurare la trasmissione delle notizie in maniera regolare, riformare in definitiva un servizio che, pur esistendo da sempre, era affidato a portalettere, corrieri, postiglioni, che venivano pagati quasi esclusivamente alla consegna delle missive.
Ed è qui che si inserisce la solita favola metropolitana. L’inglese sir Rowland Hill vede una ragazza di campagna che restituiva una lettera, a lei indirizzata dal suo fidanzato, al postiglione senza aprirla e senza pagarne il porto, in quanto le era stata sufficiente un0occhiata ad alcuni segni convenzionali riportati sulla busta per capirne il messaggio. Bastò questo perche Hill giungesse al concepimento della principale regola della riforma postale: far pagare il servizio anticipatamente. In effetti, Rowland Hill era un educatore ed amministratore di vasti interessi che andavano dalla matematica all’astronomia, dalla stampa, ai trasporti e che fin dal 1836 aveva iniziato a pubblicare opuscoli e schemi per la riforma del servizio postale i cui costi non dovevano più essere basati sulle distanze e sui numeri di fogli delle missive ma semplicemente sul peso ed il cui onere molto contenuto e prepagato avrebbe enormemente sviluppato il settore delle comunicazioni, come ricevuta dell’avvenuto pagamento, Hill inventò il francobollo.