lunedì 11 novembre 2019

Mailand di Nicola Pezzoli

Il web è decisamente interessante.
Per mia fortuna, ultimamente trovo gente più che piacevole, direi costruttiva.
Uno è Nicola Pezzoli. Non ricordo come sono arrivata a lui, gestisce un blog, ho iniziato a leggerlo, qualche volta l’ho commentato e così ho scoperto che è pure uno scrittore. Ho “recensito” un suo libro, Chiudi gli occhi e guarda, e oggi vi voglio parlare di un altro suo scritto intitolato semplicemente
Mailand, che confesso candidamente mi è piaciuto più del primo. Mi ricorda i miei anni universitari, i miei anni quasi 80. Quasi perché in quel periodo ero al termine, ma non c’è una grande differenza.
Anche io, come il protagonista del romanzo, non ero molto entusiasta della facoltà che avevo scelto. I docenti lasciavano desiderare, le classi superaffollate…
Anche io, come il protagonista del romanzo, mentre frequentavo, lavoravo, davo ripetizioni private.
Anche io, come il protagonista del romanzo, ero alle mie prime esperienze sessuali. Imbranata come una foca. (Spero che le foche non se ne abbiano a male)

Insomma tanti i punti in comune con Konrad (Corradino in tedesco) trasferitosi per studio a Mailand (Milano in tedesco).  Per questo mi è simpatico il protagonista, mi sono immedesimata.
Per non pesare sul bilancio familiare, decide di trovare un lavoro e lo trova presso un’agenzia  di biglietti di addio ai suicidi di un certo Duprè, uomo decisamente un po’ buffo e misterioso.

Quella prima mattina di lavoro andò a finire che Dupré non mi fece far nulla. Mi tenne seduto davanti a lui, nel suo ufficio in penombra, e mi raccontò com’era nata l’idea di quell’assurda attività. S’era trattato, mi disse, di circostanze casuali: la lettura distratta, otto anni prima, durante una colazione in un bar, di un trafiletto di cronaca nera. Stava ancora lì, ritagliato e plastificato, in un cassetto della scrivania. Una seconda copia, ingrandita e incorniciata, era appesa sul muro alle sue spalle. Riferiva di un suicidio nella periferia milanese, zona San Siro. Un uomo sulla trentina s’era buttato dal sesto piano. Una di quelle tragedie minori che vengono dimenticate nel giro di un giorno. Dupré aveva tirato fuori il ritaglio dal cassetto e me l’aveva mostrato, indirizzando col dito la mia attenzionesulle righe finali. C’era scritto che l’uomo aveva lasciato un biglietto d’addio, ma che in esso non aveva saputo scrivere altro che: Mi sono suicidato per alcuni motivi.Disse che questa cosa l’aveva riempito di angoscia esistenziale. La lugubre, straziante comicità di quel biglietto lo aveva perseguitato per giorni: perché sentirsi in dovere di lasciare un ultimo messaggio se non sei capace di scriverlo, o non hai il coraggio di confessare il vero motivo? Dupré avrebbe voluto resuscitare a schiaffi quel disgraziato solo per dirgli: “Non lasciare nulla, o lasciati alle spalle qualcosa di dignitoso!” Non era complicato: come in tutte le cose, bastava pagare....

Convive con altri due ragazzi con cui fa delle grandi partite a risiko: "un longobardo, un bolognese e un siciliano, roba da barzellette popolari". Scopre per uno dei due una forte attrazione che lo porta a provare angoscia per il suo orientamento sessuale.

Per i più infami bigotti, l’aids era un Auspicato Intervento Divino Sanzionatore. Io i bigotti li avrei ammazzati tutti. Così, tanto per disinfestare. Combustione e Liberazione. Ed erano ancora i tempi in cui i “giornalisti” potevano impunemente infarcire i resoconti di nera con le formule “delitto maturato nello squallido ambiente omosessuale”, o “si indaga nel sordido mondo dei pederasti”. Rischiavo di essere un ragazzo interrotto: il (non) amore ai tempi del colera poteva condurmi al manicomio, o al suicidio. Venivo attratto e terrorizzato dalla fama di quei locali con le dark room che si trasformavano in orgia totale, in ammucchiate di membra vogliose e mortalmente contagiose, ma da quel fifone che ero me ne tenevo alla larga. E così, anche se nel profondo dei miei turbamenti e rimescolii ormonali cercavo un’esperienza gay, i primi posti che evitavo erano i locali gay. Avevo una paura fottuta. Paura di essere riconosciuto. Di venire sputtanato, perseguitato o ricattato. Paura della violenza. Paura di un’irruzione degli sbirri. Paura di attentati fascisti. Ma soprattutto paura del virus.


Per il cambiamento di nomi, Corradino in Konrad, Milano in Mailand, per scoprire chi è  in realtà Duprè, cosa e come vive il protagonista dovete leggere il libro, mica posso dirvi tutto io!
A parte gli scherzi, è un libro bello, scritto in modo semplice, con i dialoghi contenenti il lessico che si usava negli anni 80, insomma spassoso, divertente a tal punto che finito di leggerlo una prima volta, ho riattaccato una seconda.
Chissà se ci sarà un proseguo? Mi piacerebbe leggere la vita di Corradino da adulto...Un invito per l'autore del romanzo :-)

11 commenti:

  1. Grazie per la bellissima recensione: se c'è una cosa che amo è quando sono scritte così, col cuore, da Lettrici a cui il libro è davvero piaciuto. Per quanto riguarda il Corradino adulto, te lo posso segnalare, trentaseienne, in "Agonia di una Fata e altri sfaceli", produzione indipendente su Amazon di cui ti metto qua sotto il link.

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  2. Eccolo:

    https://www.amazon.it/dp/1977062881

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    1. Ho preso nota e di certo lo leggerò. Mi è troppo simpatico Corradino per lasciarlo andare.
      Grazie a te, per farmi leggere libri di contenuto. Abbraccio siempre <3

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  3. Cara Anna, come si vede nei blog ce sempre da imparare, io cerco di seguire tutti, ma tutto no potrò mai imparare!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao caro, anche io non potrò imparare tutto ma ultimamente ho imparato a scegliere chi seguire e frequentare. Blogger validi che mi danno qualcosa come te e come Nicola. Abbraccio siempre tutto per te.

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  4. concordo, gran bel libro e grande scrittore Nicola.

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    1. Concordo sugli aggettivi che hai dato al libro e sullo scrittore.
      Poche volte sono stata così entusiasta nelle mie letture.
      PS il tuo nome non mi è nuovo, ma non ricordo dove ti ho incrociato. Pian piano lo scoprirò.
      Abbraccio siempre

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  5. Ciao Anna, una bella e esauriente recensione la tua,che mi ha incuriosito.Lo leggerò volentieri.
    Ciao.fulvio


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    1. Te lo consiglio se vuoi divertirti leggendo un bel libro. E se vuoi tornare con la memoria ai tempi universitari (escludendo il '68 che Corradino non ha vissuto)...Lo trovi su Amazon.
      Abbraccio caro tutto per te. <3

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  6. Ho seguito Zio Scriba fin dagli inizi ho letto purtroppo non tutti i suoi scritti...peccato). spesso per motivi personali e me ne dispiace moltissimo perchè avevamo instaurato un buon rapporto che non ho mai dimenticato. Scrittore e persona versatile ed originale molto diverso dalla massa, tutti i suoi scritti sono da leggere , lezioni di vita trattati in maniera completamente diversa dalla solita routine. Ti voglio bene Zio Scriba. Ti voglio bene Farfallina mia

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    1. Sai dolce amica, io ho avuto incontri spiacevoli sul web, ma da questi incontri ho imparato una cosa molto importante. Non è la forma che conta ma la sostanza del rapporto che si instaura con l'altro blogger. Ecco Nicola è proprio uno di questi. La sostanza la mette nel risponderti ai commenti sul suo blog o su fb, ma soprattutto nei suoi libri. C'è sostanza, buona, fertile, costruttiva che non finisce nel suo libro che stai ultimando di leggere ma va oltre. Per questo mi piace. E continuerò a leggerlo secondo i miei tempi che purtroppo non sono più quelli di gioventù 😉 ma ce la farò, sono una combattente come dice la Mannoia in una sua canzone.
      Tutto questo commento per dirti che se zio scriba ti manca perché non riprendere da dove avete interrotto (così mi sembra di aver capito)? Se da ambo le parti esiste la maturità di persone preparate, e a me sembra che esista, tutto può tornare e proseguire il suo percorso. Ti mando il mio baciobacio con abbraccio forte forte e con il mio ti voglio bene che non smetterò mai dirti. Ti voglio un sacco di bene. 💙🧡💚💛💜❤️

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