mercoledì 31 luglio 2019

La memoria

La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace.
E' certo che l'esercizio mantiene il ricordo fresco e vivo, allo stesso modo come si mantiene efficiente un muscolo che viene spesso esercitato; ma è anche vero che un ricordo troppo spesso evocato ed espresso in forma di racconto, tende a fissarsi in un stereotipo, in una forma collaudata dell'esperienza, cristallizzata, perfezionata, adorna che si installa al posto del ricordo greggio e cresce a sue spese. E’ generalmente difficile negare di aver commesso una data azione o che quest’azione sia stata commessa; è invece facilissimo alterare le motivazioni che ci hanno condotto a un’azione e le passioni  che in noi hanno accompagnato l’azione stessa. Questa è materia molto fluida, soggetta a deformarsi sotto forze anche molto deboli,  alle domande «perché lo hai fatto? » o «cosa pensavi facendolo? » non esistono risposte attendibili, perché gli stati d’animo sono labili per natura e ancora più labile è la loro memoria.


Anche nel campo più vasto delle vittime si osserva una deriva delle memoria, ma qui manca il dolo. Chi riceva un’ingiustizia o un’offesa non ha bisogno di elaborare bugie per discolparsi di una colpa che non ha, ma questo non esclude che anche i suoi ricordi possano essere alterati. E’ stato notato che molti reduci da guerra e da altre esperienze traumatiche tendono a filtrare inconsapevolmente i loro ricordi rievocandoli tra loro o, raccontandoli a terzi, preferiscono soffermarsi sulle tregue, sui momenti di respiro e sorvolare sugli episodi  più dolorosi. Questi ultimi non vengono richiamati volentieri alla memoria e perciò tendono ad annebbiarsi col tempo e perdere i loro contorni.
La memoria dell'offesa da I sommersi e salvati di Primo Levi




Oggi è il centenario della nascita di Primo Levi, uno scrittore di cui ho letto quasi tutti i suoi libri. Nel lontano 2015 visitai a Torino in Palazzo Madama la mostra a lui dedicata. Nel piazzale antistante c'era questo vagone usato per il trasporto dei prigionieri nei campi di concentramento.
Continuerò a parlare di questo scrittore nei prossimi post. Lo merita davvero.

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2 commenti:

  1. Cara Anna, la memoria, a una certa età piano piano cerca di andarsene, siamo noi che non bisogna abbandonarsi a se stessi, ma dobbiamo ricordare il passato, sia che sia stato bello oppure brutto!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao caro, purtroppo la memoria alcune volte tradisce, volente o nolente. Abbraccio siempre tutto per te. <3

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