sabato 15 giugno 2019

Uno sciopero



Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli, 
 uno sciopero che nasca in ogni corpo.
 Voglio uno sciopero di operai,
di colombe di autisti, di fiori di tecnici,
 di bambini di medici, di donne.
 Voglio un grande sciopero, che arrivi sino all'amore.
 Uno sciopero dove si fermi tutto,
 l'orologio, le fabbriche lo stabilimento,
le scuole l'autobus, gli ospedali la strada, i porti.
 Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
 Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
 uno sciopero dove nasca il silenzio
 per ascoltare i passi del tiranno che si allontana
.




Gioconda Belli


8 commenti:

  1. Bella poesia, anche se purtroppo oggi gli sciperi hanno perso potere a furia di abusarne.
    Buona domenica!!!

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    1. Il guaio è la scarsa partecipazione. Ma se ci fosse da tifare una squadra di calcio...
      Comunque sia adoro questa poetessa, con la Merini sono le mie preferite. Buona settimana a venire <3

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  2. bell'immagine conclusiva.
    però non occorre tanto scioperare, quanto un grande lavoro.
    interiore.
    buon giorno ancora

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    1. Vero, lo sciopero descritto poeticamente dalla poetessa sintetizza tutto l'aspetto individuale di ognuno di noi. Il tiranno non è solo il padrone che ti sfrutta sul lavoro per arricchirsi, ma può essere inteso anche come il maligno che ognuno di noi ha dentro di sè. Complimenti per averlo capito. Buongiorno per tutto il giorno.

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  3. Ti dirò, non sono mai stata a favore degli scioperi.
    Preferisco discutere, fare dei meeting, anche una marcia di protesta ma scioperare a che serve se non a dare disagi agli altri?
    Ti abbraccio.

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    1. A mio parere gli scioperi servono se sono generali, ovvero organizzati da tutti i sindacati insieme e se c'è molta partecipazione alla base.
      Se non ci sono queste due condizioni, allora non servono davvero a niente. Abbraccio siempre <3

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