mercoledì 5 giugno 2019

Femminismo

Il 25 giugno del 2012 Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la lotta contro la violenza sulle donne, ha presentato il rapporto sugli omicidi di genere. Frutto di visite sul campo, colloqui con i governi, relazioni con l'assemblea generale Dell'ONU e con le organizzazioni della società civile, questo rapporto rappresenta il quadro più completo e aggiornato sul femminicidio nel mondo.
"A livello mondiale, la diffusione degli omicidi basati sul genere ha assunto proporzioni allarmanti" scrive la relatrice delle Nazioni Unite, "culturalmente e socialmente radicati, questi fenomeni continuano a essere accettati, tollerati e giustificati, e l'impunità costituisce la norma." E ancora : "le donne che sono soggette a continue violenze, che sono costantemente discriminate, è come se vivessero sempre nel " braccio della morte", con la paura di essere giustiziate ".

Il rapporto ricostruisce l'origine del termine con cui si indica questo fenomeno.
Usato sin dall'inizio del XIX secolo per indicare gli omicidi di donne, la parola femminicidio ricompare negli slogan delle femministe negli anni Settanta, e poi nel 1992 quando la studiosa Diana Russell la utilizza nei suoi libri per parlare della forma estrema di violenza da parte dell'uomo contro la donna "perché donna".
Nel 2006 la parlamentare femminista messicana Marcella Lagarde conia la versione femminicidio, di cui si serve per definire la "forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotta della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine" […]

Per ricavare qualche dato interessante sulle disparità di genere in Italia, può essere utile l'analisi compilata dal World Economico Forum nel 2012. I dati non sono incoraggianti e sembrano proprio dire che l'Italia è un sempre meno un paese per donne. [...]
Come sottolinea la relatrice, in Italia le leggi per proteggere le vittime della violenza ci sono, ma non vengono sempre applicate in modo efficace. E quella in famiglia è la forma più diffusa di violenza contro le donne. Il continuum della violenza domestica si riflette nel numero crescente di femminicidi causati da partner, coniugi o ex partner.
Nel contesto di una società patriarcale dove la violenza domestica non è stata sempre percepita come un crimine, dove le vittime in gran parte dipendono economicamente dagli autori della violenza e dove persiste la percezione che le risposte dello Stato non saranno appropriate o utili, la maggior parte di questi episodi di violenza non viene denunciata.

Ferite a morte di Serena Dandini

2 commenti:

  1. Credo che tutto il mondo non sia un paese per donne, perché esistono purtroppo tanti uomini che temono di perdere il loro "potere" e pensano quindi che sottomettendo le donne con la violenza continuerà "ad andare tutto bene".
    Niente di più sbagliato.
    Ti abbraccio.

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    1. Concordo con il tuo pensiero. Chissà se prima di morire non veda le donne unite tutte insieme (la famosa solidarietà femminile ormai scomparsa) a denunciare e a combattere questa piaga che opprime il nostro mondo umano. Abbraccio siempre tutto per te 😘

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