mercoledì 10 aprile 2019

Le voci delle donne

In questi giorni ho letto il libro "Le voci delle donne" di Francesca A. Vanni e Ofelia Deville,  Editore  StreetLib.

Un libro crudo e talmente veritiero che confesso senza vergogna che ho pianto parecchie volte.
Il libro racconta violenze su donne, donne sfigurate dall'acido, donne bruciate vive, donne sgozzate perché lesbiche, donne messe in un sacco di immondizia e gettate in un fiume, violenze quotidiane anche solo per un bicchiere di vino rovesciato, per un pollo che non piace, davanti a bambini ignari che non capiscono...
Il libro termina con una speranza, anche di nome*. La speranza che tutte le donne hanno affinché tutta questa brutalità abbia termine. Eppure ci sono donne che sperano solo di morire per ritrovare la loro dignità e la propria libertà.

*[...]Una scintillante aura di luce risplendeva attorno alla sua figura, donandole un che di divino.
-Sei un angelo?- chiese perplessa.
-Sono Speranza, l’angelo che protegge le donne maltrattate, abusate, tormentate e violentate.- -Perché, se sei chi dici di essere, non sei mai venuta in mio soccorso ogni volta che supplicavo e pregavo il cielo di farlo smettere?-
-Mi dispiace, Sara: ho sempre cercato di fare del mio meglio, siete così tante e vorrei salvarvi tutte ma non sempre ci riesco.[...]



Quando terminerà questa violenza? A mio parere non basteranno campagne di sensibilizzazione né reti di sostegno, come sostengono le autrici.
Ci vuole un'educazione formativa da parte degli educatori scolastici in simbiosi con la famiglia fin dalla più tenera età che continui negli anni a venire.
Ci vuole un intervento drastico delle istituzioni e delle autorità competenti, che puniscano in modo esemplare non solo i femminicidi ma qualsiasi forma di violenza perpetrata, anche in minima parte, verso un essere umano.

Un applauso alle due autrici del libro che hanno avuto il coraggio di denunciare in un libro queste atroci sevizie. Non è poco, credetemi.
Insomma un libro da leggere da tutti, uomini compresi e rifletterci su.

Il sito

33 commenti:

  1. Io l'ho letto l'anno scorso e me lo ricordo ancora.
    Sta nella mia libreria, come un monito a non dimenticare che ci sono tantissime donne, ragazze e bambine che ogni giorno sono vittime di assurde violenze.
    Bella recensione, bacioni.

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    1. Anche io ho comperato il libro cartaceo, per non dimenticare. Ogni tanto me lo andrò a rileggere. Abbraccio siempre <3

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  2. Ho letto questo libro e ho ricevuto un pugno nello stomaco. Le storie che vi sono raccontate rendono le protagoniste ancora più reali ai miei occhi. Le sento vicine, sorelle e vorrei abbracciarle tutte per non farle sentire sole. Che dire poi della poesia, cruda e forte: "Bestia dai sensi deformi, allucinante abbaglio, tra le dita adunche la perfetta crudeltà, smembrata, dissociata, mentre morivo ero viva." Non occorre aggiungere altro, se non che la società deve cambiare e per cambiare bisogna educare i futuri uomini al rispetto, alla comprensione, bisogna "creare" uomini nuovi.
    Complimenti per la tua recensione.
    Ti abbraccio.

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    1. Figurati che io ho pianto come una fontana. Grazie per i complimenti. Concordo con te quando affermi che manca l'educazione al rispetto.
      Abbraccio siempre <3

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  3. Cara Anna non lo ho ancora letto questo libro, credo sia molto interessante.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Leggilo e poi mi dirai cosa ne pensi. Abbraccio siempre caro amico <3

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  4. Ho recensito anch'io il libro di Francesca, te la metto qui sotto così potrai leggerla. La tua recensione mi è piaciuta molto e ho apprezzato quello che hai scritto.
    "Ogni giorno, in tutti i paesi del mondo, c’è almeno una donna che subisce violenza. Spesso è una donna adulta, altre volte è una ragazza, altre ancora una bambina.
    Sono violenze fisiche, verbali, economiche, psicologiche, violenze che avvengono nella realtà vera ma anche in quella virtuale.
    Violenze perpetrate con odio, cinismo e crudeltà che mietono tante, troppe vittime che spesso restano senza voce.
    Francesca A. Vanni e Ofelia Deville hanno deciso di dare voce a chi voce non ne ha più, attraverso storie reali rielaborate nel rispetto di chi ha voluto partecipare alla creazione di questo libro.
    Non sono fiabe ma storie dure e crude che colpiscono chi le leggerà e che lasceranno dentro quella persona un segno indelebile.
    È un libro non solo di denuncia ma anche di speranza, speranza che un giorno continuando a lottare per fermare la violenza contro le donne questa diventi solo un brutto ricordo nella storia dell’Umanità.
    Consiglio questa lettura a tutti, a chi conosce il problema della violenza contro le donne, a chi vuole approfondire l’argomento e anche a chi cela il suo lato oscuro dietro una bella facciata.
    Facciamo tutti la nostra parte, fermiamo la violenza e rendiamo il nostro mondo un posto migliore per tutte le donne di ieri, oggi e domani.
    Donne, regaliamoci un futuro rosa perché ce lo meritiamo!"
    Abbraccio siempre<3

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    1. Certo che la tua recensione è davvero migliore della mia. Senza ombra di dubbio! Prima che io arrivi ai tuoi livelli, passerà parecchio tempo, se mai ci riuscirò. Grazie comunque di averla pubblicata qui. Io imparo.
      Abbraccio siempre <3

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  5. Al momento non sono in grado di esprimere un'opinione, ma grazie alla tua recensione e a quella di Morgana che ho trovato accurate ed esaustive, ho scoperto un libro che vale la pena di leggere e che tratta di un argomento molto delicato. Grazie a tutte e due.
    Abbraccio siempre tutto per te, mia cara amica di blog<3

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    1. Decisamente delicato ma devi avere lo stomaco d'acciaio e un fazzoletto a portata di mano. E' molto crudo nel suo narrare.
      Abbraccio siempre amica bella del blog <3.

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  6. Non ho letto questo libro: non ho capito se sia una raccolta di cronache o una collezione di testimonianze dirette. Sicuramente interessante, ma molto duro immagino.
    Hai letto "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini?
    Prova: ne vale la pena.

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    1. Non è una raccolta di cronache, sono storie vere rielaborate dalle autrici (per ovvi motivi) e messe insieme come un'antologia come scritto nella premessa.
      Buona giornata!

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    2. Buongiorno signora Sfinge, anche se Olivia le ha già risposto in modo corretto, le confermo che il libro che io e Ofelia abbiamo scritto è una raccolta di testimonianze provenienti da donne vittime di violenza o dai familiari di donne che sono morte a causa della violenza perpetrata contro di loro.
      Non capisco cosa c'entri "Mille splendidi soli" nel contesto di un libro denuncia contro la violenza sulle donne, ma va bene lo stesso.

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    3. @Sfinge - credo che abbiano già risposto le mie amiche Olivia e Francesca, io non ho altro da aggiungere. Non ho letto il libro che citi, vedrò di farlo... Ciao
      @Francesca - forse Sfinge ha nominato il libro perchè parla di donne ma nulla a che vedere con il tuo di denuncia. E' semplicemente un libro che racconta una storia.

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  7. Bellissimo libro, mi è piaciuto come quello di Sabrina Dandini "Ferite a morte".
    È un libro forte, che denuncia la violenza che ogni donna, chi più chi meno, ha sperimentato almeno una volta nella vita.
    Buona giornata!

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    1. Il libro della Dandini l'ho prenotato oggi in biblioteca. Dal catalogo online ho visto che è in prestito quindi dovrò aspettare un pò, mi sono messa in coda. Le donne sono un argomento che mi ha sempre interessato già dalla gioventù. Lo leggerò e poi tenterò una recensione. Oramai sono diventata una "professionista di recensioni" uahuahuah
      Abbraccio siempre per te cara <3

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  8. Ciao Anna,
    grazie a te e a tutte le persone che hanno partecipato positivamente e hanno commentato questa tua bella recensione che mi è piaciuta molto.
    Volevo farti solo un appunto: io e Ofelia nella prefazione del libro non abbiamo proposto il rivolgersi alle Forze dell'Ordine e alle associazioni antiviolenza come panacea.
    Il nostro era uno sprone per far capire a tutte le vittime di violenza che non sono sole, che ci sono persone sempre pronte ad aiutarle.
    Il discorso educativo non fa parte del libro perché troppo lungo da affrontare.
    Ti abbraccio.

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    1. Ciao cara, avevo capito che la denuncia deve partire dalla donna offesa e che ci sono persone pronte ad aiutarle. Però rimango convinta che soprattutto lo Stato debba emanare leggi che condannino pesantemente questi violenti. Lo Stato inoltre deve contribuire economicamente sulle case protette e sulle associazioni di donne. A Roma la casa internazionale delle donne sta chiudendo per mancanza di fondi. Concordo con il discorso educativo
      Abbraccio siempre per te. <3 <3

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  9. cose disgustose, deplorevoli, inaccettabili per un uomo. infatti quelli non sono uomini ma bambini violenti e con problemi psicologici. ma le donne, in quanto madri, mogli, sorelle e amiche di quei bambini immaturi, hanno le loro responsabilità. ciao

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    1. Beh escludendo le mogli che spesso sono le vittime, concordo con il tuo pensiero. Abbraccio siempre <3

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    2. vittime spesso con gravi responsabilità. non sto con questo giustificando niente.
      buon giorno e abbracciao

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    3. La responsabilità di non aver il coraggio di denunciare subito anche il minimo schiaffo? Buongiorno per tutto il giorno

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    4. senza esagerare fino a questo punto. se gesto isolato. sebbene non mi piaccia comunque.
      no, mi riferisco soprattutto alla responsabilità di non aver capito personalità, gravità e inaccettabilità. e di continuare a non voler capire anche quando diviene palese. a quel punto c'è una complicità, che, non solo non risolve, ma ulteriormente alimenta il problema

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    5. Su questo tuo pensiero concordo quando le donne si nascondono dietro il discorso del loro amore verso l'uomo, o peggio ancora della loro speranza che lui possa cambiare. Non concordo quando le donne non possono ribellarsi perchè, non lavorando, non hanno un'indipendenza economica. Qui la cosa diventa più complicata soprattutto se non hanno una famiglia d'origine alle spalle che le sostiene, soprattutto se hanno figli. Certo esistono associazioni che aiutano ma, alcune volte, anche queste sono in difficoltà finanziariamente (In pratica lo Stato non eroga denaro, fregandosene, come succede a Roma con la casa internazionale delle donne)

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    6. mi rendo conto che può essere complicato, difficile in alcune situazioni. però arrivare a far figli con un perfetto sconosciuto (nella migliore delle ipotesi) o con uno psicopatico, "debole" e violento è davvero dissennato

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    7. Ma, per esperienza personale, ho capito che, quando ci si sposa, siamo tutti e due dei perfetti sconosciuti. La conoscenza vera avviene con la convivenza, e spesso ci si rende conto dell'errore quando è troppo tardi, quando già c'è un figlio. A mio parere prima di sposarsi si dovrebbe fare un paio d'anni e forse più di convivenza per conoscersi... Un conto è essere fidanzati, un altro è essere sposati.

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    8. so bene come "pensano" e si comportano gli umani

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    9. Buon pomeriggio, Farfalla Legger@, sono Ofelia Deville, una delle autrici del libro che lei ha letto e recensito.
      La ringrazio per la recensione e per aver dedicato il suo tempo alla lettura di questo libro.
      Ho letto i vari commenti e vorrei soffermarmi sul piccolo scambio di opinione che lei ha avuto con il signor Antonypoe.
      La mia storia è una delle dieci storie che compongono il libro, quindi come potrà immaginare sono stata vittima di violenza da parte del mio ex marito.
      Affermare, come ha fatto il signor Antonypoe, che le vittime di violenza sono responsabili di ciò che subiscono è una bestialità, un'umiliazione e un'ulteriore offesa soprattutto se questo pensiero è espresso da un uomo.
      Nessuno può sapere davvero cosa significa trovarsi nella spirale della violenza se non l'ha subita in prima persona: può congetturare, ipotizzare, parlare ma non saprà mai cosa significhi e quanto sia orribile trovarsi sole, senza nessuno disposto ad aiutarti in modo concreto.
      Non c’è responsabilità da parte della vittima, io non mi sento responsabile per le azioni del mio ex marito che fra l’altro è un emerito avvocato, stimato e tenuto in considerazione ancora adesso.
      Io non mi sento responsabile se nonostante le denunce e il mio allontanamento da casa, il mio ex continua tuttora a tormentarmi.
      È facile dire che la vittima è responsabile, che non si accorge o non si allontana da casa perché non vuole, e non c’entra neanche l’amore.
      Qui si tratta di paura, di terrore puro, si tratta di essere sole con una società che spesso non è disposta ad aiutarti, una società comunque maschilista come si evince anche dai commenti di Antonypoe che arriva a dare alle madri la responsabilità assoluta dell’educazione di un figlio.
      Vorrei ricordare a questo signore che un figlio si educa in due, che ci sono un padre e una madre e l’uomo non può continuamente sottrarsi alle sue responsabilità per poi dare la colpa alla donna.
      Non sempre comunque la famiglia è responsabile, le persone violente lo diventano anche a prescindere dall’educazione ricevuta e dall’ambiente in cui sono cresciuti.
      Quindi, per favore, chiedo a questo signore di smetterla di parlare di complicità e responsabilità delle vittime. Cominci a chiedersi lui cosa può fare in concreto per fermare la piaga della violenza.
      Mi scusi per il tono acceso, Farfalla Legger@, le auguro buona Pasqua.
      Ofelia.

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    10. Ciao Ofelia
      Innanzittutto grazie per essere qui a lasciarmi un commento.
      Cosa dirti del pensiero di Antonypoe? Io sono in disaccordo con lui su certe sue affermazioni come la donna è responsabile di questa violenza perpetrata nei suoi confronti, ma putroppo capisco (capisco e non giustifico) che è figlio di una mentalità atavica e patriarcale che esiste ancor oggi in Italia.
      Tu pensa che esiste una convenzione di Istanbul approvata dall'Europa nel 2011, noi in Italia ci abbiamo messo più di due anni per farla diventare legge. E non applicarla poi...
      Adesso un decreto legge tirato fuori da Pillon, vuole far tornare indietro questo nostro paese di decenni, se non di secoli cancellando le conquiste ottenute dalle donne in nome di una cultura arretrata che io chiamo integralismo cattolico.
      Per non parlare di tre donne giudici che hanno assolto degli stupratori perchè la vittima non era bella; per non parlare di trasmissioni come questa:
      http://www.udinazionale.org/blog-post-19.html. Che messaggio possa passare da trasmissioni simili, qualcuno me lo dovrebbe spiegare.
      Come vedi c'è ancora tanta strada da percorrere, tante difficoltà da superare, soprattutto oggi in cui vedo che le istituzioni e le autorità preposte non mi sembrano molto dalla nostra parte (le case delle donne tutte in difficoltà economiche). Solo stando unite potremo farcela. (hai notato che la famosa solidarietà femminile non esite più?).
      Io sono fiduciosa, come lo ero negli anni 70, anni della mia gioventù.
      Tratterò ancora questo argomento con libri. Ho finito di leggere "Una donna" e sto finendo "Ferite a morte."
      Stai con me, dandomi del tu. Buona Pasqua cara amica anche a te. TVB

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  10. Ecco, devo dire che non riuscirei a leggere un libro del genere. Bisogna certamente scrivere e diffondere, ma io non credo riuscire a sopportarne la lettura. Però magari costringerei a leggerlo chi si macchia di simili violenze, sperando che possa servire a qualcosa.

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    1. In effetti cara, io ho pianto ... Concordo con il tuo pensiero di farlo leggere a quei maschi violenti. Abbraccio siempre <3

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