lunedì 11 febbraio 2019

Pausa vita


Càpita nella pausa-vita imposta dalla malattia che si ripensi il proprio vissuto nelle temperie suggerita dalla stessa pausa. Càpita così che nell’affresco, certi tratti bui vengano schiariti, momenti di luce impallidiscano, qualche tessera del puzzle che non voleva saperne di andare a posto si trovi perfettamente incasellata nell’insieme.
Forse è per questo che i testi religiosi parlano della sacralità del dolore. Il male come anticamera del pentimento e pedaggio per la trasferta.
A me non pare così, e non piace. Mi presuppone un Dio iroso, e vendicativo o almeno un Dio burocrate e ragioniere che mi costringe a stilare il modulo 740 della tassa per l’eternità.
Càpita – Gina Lagorio

14 commenti:

  1. Come una bambina capricciosa togli il segui.
    Il Vecchio Testamento ci mostra effettivamente un Dio irascibile e vendicativo.
    Dipende che è una lettura principalmente metaforica.
    Passa a cristo che come metà uomo ci capisce e ci indirizza con pazienza verso l'amore.
    Abbraccio.

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    1. Ho rimesso il segui, con molta fatica credimi. Vedo che il campo di battaglia è sempre aperto alle sue idiozie.
      Mi spieghi dove trovi tutta questa pazienza? O se preferisci questo amore verso questa psicopatica?
      Abbraccio siempre

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  2. Cara farfalla, trovo questo post molto interessante, questo libro fa veramente meditare.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. E' un libro che racconta la malattia della scrittrice, di come la malattia (tumore) possa cambiarti la visuale della vita. Da leggere sicuramente.

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  3. Il Dio di cui mi hanno parlato é un Dio do bontà, amore, compassione, tanto amante di noi, uomini e donne, che non ha esitato a dare la sua vita per tutti noi.
    sinforosa

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    1. Anche a me hanno parlato di questo Dio e qui in questo libro, come dice l'autrice, si parla della sacralità del dolore e di come esso possa cambiarti.

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  4. Il dolore può cambiarti talmente tanto in profondità, da non farti più riconoscere più la persona che eri stata nella persona che ti trovi davanti. Il dolore scava nell'anima, ti mette difronte a delle scelte che mai e poi mai avresti preso in considerazione. Il dolore può fortificarti ma può anche annientarti.
    Condivido il tuo pensiero sui libri, non solo hanno un'anima, ma riescono a "parlare" anche con cuore.
    Abbraccio siempre :-)

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    1. Come non essere d'accordo con te? Il dolore cambia o annienta. A me ha cambiato... Abbracciooooo siempre

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  5. Il dolore esiste.
    Non perché c'è un dio, da qualche parte, né perché è il destino.
    Esiste perché fa parte del'ordine delle cose e siccome noi siamo esseri viventi, siamo destinati a provare dolore: non è bello, non piace, ma sta a noi reagire e non farci annientare.
    Vedila così: senza dolore, come saremmo in grado di riconoscere la gioia?
    Un abbraccio!

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    1. Già come diventeremmo capaci di godere della nostra piccola quotidianità? Concordo con te amica mia. Abbraccio forte forte

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  6. esiste ancora il mod. 740? :)
    simpatica.
    ciao

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    1. Mi sembra che adesso si chiami "modello unico", però devi considerare che Gina ha scritto il libro nel 2005 poco prima di morire, purtroppo.
      Simpatica? Io o lei?
      Comunque sia, ringraziamo entrambi (✿◠‿◠)

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