lunedì 11 novembre 2019

Mailand di Nicola Pezzoli

Il web è decisamente interessante.
Per mia fortuna, ultimamente trovo gente più che piacevole, direi costruttiva.
Uno è Nicola Pezzoli. Non ricordo come sono arrivata a lui, gestisce un blog, ho iniziato a leggerlo, qualche volta l’ho commentato e così ho scoperto che è pure uno scrittore. Ho “recensito” un suo libro, Chiudi gli occhi e guarda, e oggi vi voglio parlare di un altro suo scritto intitolato semplicemente
Mailand, che confesso candidamente mi è piaciuto più del primo. Mi ricorda i miei anni universitari, i miei anni quasi 80. Quasi perché in quel periodo ero al termine, ma non c’è una grande differenza.
Anche io, come il protagonista del romanzo, non ero molto entusiasta della facoltà che avevo scelto. I docenti lasciavano desiderare, le classi superaffollate…
Anche io, come il protagonista del romanzo, mentre frequentavo, lavoravo, davo ripetizioni private.
Anche io, come il protagonista del romanzo, ero alle mie prime esperienze sessuali. Imbranata come una foca. (Spero che le foche non se ne abbiano a male)

mercoledì 6 novembre 2019

5 passi

Il primo passo nel lavoro con le emozioni è riconoscerle nel momento in cui affiorano: La responsabile di quest’operazione è la consapevolezzaNel caso della paura, ad esempio, si tratta di attivare la consapevolezza, guardare la propria paura e riconoscerla come tale. Sapete che la paura nasce da noi, proprio come la consapevolezza?  Sono entrambe dentro di noi, e non sono in conflitto ma l’una si prende cura dell’altra.
Il secondo passo è diventare tutt’uno con l’emozione. Finché ci sarà la consapevolezza, sarà lei a tenere d’occhio la paura. La pratica fondamentale è alimentare la consapevolezza con la respirazione cosciente, tenerla pronta, forte e vitale.
Finché c’è consapevolezza, non c’è pericolo di affogare nella paura. In realtà, cominciate a trasformarla nel preciso istante in cui date vita alla consapevolezza dentro di voi.
Il terzo passo è calmare l’emozione. Calmate le emozioni con la vostra semplice presenza, come una madre che tiene in braccio il suo bambino che piange. Avvertendo la tenerezza della madre, il bambino si calmerà e smetterà di piangere. La madre è la consapevolezza, nata dalle profondità della vostra coscienza, pronta a prendersi cura della sensazione dolorosa.

domenica 3 novembre 2019

La patria degli italiani

Dopo le prime difficoltà di attuazione, il processo risorgimentale fu rilanciato in modo entusiastico soprattutto da artisti e intellettuali. Essi diedero vita a poesie, romanzi, tragedie, melodrammi, dipinti capaci di imprimere nell'animo dei patrioti il mito della nazione italiana e della storia comune del suo popolo.
Bastano i nomi di Leopardi, Pellico, Manzoni, Verdi a dare l’idea dello spessore morale ed intellettuale di queste illustri personalità. L’idea di una nazione italiana coerente e lineare venne dunque creata, come spesso capita nella storia, da un gruppo di avanguardisti. Filosofi e letterati riorganizzarono il vocabolario politico del Risorgimento, a partire dalla definizione del termine “nazione” e di “patria”, fino alla ricerca insistente di una lingua nazionale unitaria capace di dar vita a una letteratura, una poesia, una drammaturgia di alto livello per tutti gli italiani.