giovedì 29 agosto 2019

La radio*

Forse non è esagerato dire che la radio è stata l’invenzione più caratterizzante del Novecento: prima della radio, gli unici strumenti in grado di grandi distanze erano il telegrafo che, per i suoi limiti tecnici, non poteva operare esattamente in tempo reale, o il telefono, vincolato alla capillarità delle sue infrastrutture. Con la radiofonia, invece, si rendeva possibile trasmettere la parola praticamente dovunque ed istantaneamente.
La radio nacque alla fine dell’Ottocento, con le teorie di Maxwell ed i primi esperimenti di Hertz, ed acquisì il nome che porta oggi nel 1906.
Le prime prove di trasmissione e ricezione furono compiute dal russo Popov e dall’italiano Marconi nel 1896 e da quel momento fu un crescendo di risultati.

venerdì 16 agosto 2019

La televisione*


Vi capita mai di stare incollati davanti al televisore a guardare un programma orrendo? Quei rumori striduli, quei colpi di pistola urtano i nervi. Eppure non vi decidete a spegnere. Perché infliggersi una tortura del genere? Non sarebbe meglio chiudere? Avete paura di stare soli, del vuoto e della solitudine che potrete incontrare rimanendo a tu per tu con voi stessi? Guardando un brutto programma alla TV, noi diventiamo quel programma. Noi siamo quello che proviamo e percepiamo. Se ci arrabbiamo, siamo la rabbia.
Se amiamo, siamo l’amore. Se contempliamo la cima di un monte ricoperta di neve, siamo la montagna. Possiamo essere ciò che vogliamo, allora perché spalancare le finestre a spettacoli di bassa lega prodotti da chi specula sull’emotività della gente e che ci fanno venire le palpitazioni, ci fanno stringere i pugni e ci lasciano svuotati?

martedì 13 agosto 2019

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa.*


La balena parla dell'assedio dei balenieri.
[...] Provai un dolore terribile. L'arpione mi si era conficcato nel dorso e l'unica cosa che potevo fare era tornare ad immergermi. Discesi nell'acqua profonda scuotendomi per liberarmi da quel palo che mi lacera a la carne, ma erano sforzi vani e per giunta i balenieri tiravano la corda legata all'anello dell'arpione per farmi più male e per stancarmi. 
[...] Mi immersi vicinissimo alla scialuppa e scesi in verticale fino a raggiungere velocemente una profondità pari a una ventina di volte la mia lunghezza, poi i girai e risalendo cercai la chiglia dell'imbarcazione.